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IPSIA G. Giorgi

Via Rismondo 10
37129 Verona VR

Il video

Titolo
Il filo conduttore
Percorso
4. Emigrazioni ed immigrazioni: gli italiani da migranti ad ospiti
Descrizione del video
E’ partito il nostro viaggio. Alla ricerca di storie da raccontare, immagini da mostrare, canzoni da ascoltare. Curiosi di immaginare cosa possono provare i tantissimi professori del nostro istituto che hanno dovuto tralasciare i loro affetti più cari in Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, e i numerosi nostri compagni provenienti da terre ancora più lontane. Come son partiti tanti dei nostri concittadini tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX, alla ricerca di lavoro verso il Brasile e gli Stati Uniti d'America. Una profonda crisi colpì l'agricoltura…… La chiamarono “Grande Emigrazione”, che vide molti piccoli paesi spopolarsi e centinaia di migliaia di veneti salire a bordo delle navi della Compagnia Transatlantica. Fin quasi ad arrestarsi dopo il miracolo economico italiano, che fu però teatro di un rimescolamento della popolazione italiana, coinvolta in migrazioni interregionali, prevalentemente dal Sud e dal Triveneto verso le città industriali del Nord-ovest. Ma nella seconda metà del XX secolo, nuove rotte videro come destinazioni stati europei in crescita come Francia, Svizzera, Belgio e Germania. L’”Emigrazione Europea”, come venne chiamata, era considerata da molti, al momento della partenza, come un'emigrazione temporanea nella quale lavorare e guadagnare per costruire, poi, un futuro migliore in Italia. A partire dagli anni ‘90 si comincia ad osservare una ripresa dell'emigrazione interna. Luogo di partenza continua ad essere il Mezzogiorno ma la destinazione prevalente è, adesso, il Nord-est e parte del Centro. Il Veneto risulta tra le regioni più attive. In appena un secolo i flussi migratori si sono completamente rovesciati. Se prima l’Italia era un paese da cui fuggire, essa è divenuta adesso sogno dei migranti di tutto il mondo. Seppur i punti di contatto tra le due esperienze sono tanti, gli italiani di oggi sono molto indulgenti con le sofferenze dei propri emigranti nel mondo, molto meno con i migranti che arrivano oggi nel nostro paese. Quelli che riescono ad arrivare. Perché se di storie come Titanic o Sirio se ne contano pochissime e mai sono state dimenticate, di “caretta-caretta” senza nome e già dimenticate continuano ad essercene tante. Come tanti sono gli immigrati di cui non conosceremo mai il nome, che hanno visto infrangere tra le onde tutte le loro speranze e i loro sogni. A seguito degli effetti della recente grave crisi economica, sembra essere ripartito il flusso migratorio degli italiani nel mondo, caratterizzato per un quarto da professionisti spesso laureati (la cosiddetta "fuga dei cervelli"). Ed è significativo il fatto che Il fenomeno della cosiddetta "Nuova Emigrazione" riguardi anche le regioni del nord, Veneto compresa. Chissà se un giorno anche noi saremo costretti ad emigrare, per lavoro o soltanto per amore, o magari saremo qualche “cervello in fuga”. Ma sinceramente preferiremmo rimanere.